201710-07
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Dal voucher al libretto famiglia, si parte oggi: ecco le nuove regole

La nuova regolamentazione del lavoro occasionale introduce, per le prestazioni rese a favore delle persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, il nuovo libretto famiglia che debutta oggi. Per il lavoro in ambito familiare trovano, dunque, applicazione una serie di disposizioni di carattere generale e, per rispondere meglio alle specifiche esigenze delle famiglie, una disciplina ad hoc con il nuovo libretto.

Il perimetro
L’ambito familiare è definito e limitato alle sole persone fisiche che non esercitano attività d’impresa o professionale. I lavori che possono essere resi dai prestatori (anche per più famiglie) sono unicamente i piccoli lavori domestici (compresi quelli di giardinaggio, pulizia o manutenzione), l’assistenza domiciliare ai bambini, persone anziane, ammalate o con disabilità, l’insegnamento privato supplementare. Di conseguenza non sarà, per esempio, possibile utilizzare il libretto famiglia da parte di un condominio (che non è persona fisica e sarà trattato come tutti gli altri utilizzatori).

Al lavoratore fino a 2.500 euro dallo stesso «datore»
Il concetto di occasionalità della prestazione è definito dal limite economico senza che ci sia una distinzione tra libretto famiglia e contratto di prestazione occasionale. Nel corso di un anno civile (1° gennaio – 31 dicembre) è consentito acquisire prestazioni di lavoro occasionale:

per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, compensi di importo non superiore a 2.500 euro.

Questi importi sono al netto di contributi e oneri di gestione.

Le eccezioni
Si applica anche alle famiglie (come utilizzatori) la particolarità di calcolo del limite di compenso annuo se impiegano pensionati, giovani con meno di 25 anni, persone disoccupate o percettori di prestazione di sostegno al reddito. Per loro il computo sarà ridotto (75% dei compensi erogati) a favore dell’utilizzatore, ma non per il prestatore. In altre parole, impiegando solamente questi prestatori l’utilizzatore avrà un limite d’importo più elevato (6.667 euro), ma per il lavoratore i limiti rimangono quelli ordinari (2.500 oppure 5.000 euro) senza poterli superare. Come nella pregressa disciplina sui voucher, i compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Ulteriori misure di contrasto all’utilizzo fraudolento del lavoro occasionale che sono applicabili anche in ambito familiare sono il diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali, nonché il divieto di assumere lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato. Non è, invece, applicabile la disciplina in materia di sicurezza del lavoro perché l’articolo 3, comma 8, del dlgs 81/2008 prevede espressamente l’esclusione per i piccoli lavori domestici, l’insegnamento privato supplementare e l’assistenza domiciliare.

Come registrarsi
Sul piano degli adempimenti, per accedere al libretto famiglia è prevista la registrazione obbligatoria per l’utilizzatore e il prestatore sulla piattaforma informatica dell’Inps (www.inps.it/Prestazioni Occasionali). Adempimenti che potranno essere svolti anche dagli intermediari abilitati (legge 12/1979 e patronati) appena sono pronte le funzionalità (entro fine luglio). In fase di registrazione bisognerà scegliere se accedere al libretto famiglia o al contratto per prestazioni occasionali. Ciascun libretto famiglia contiene titoli di pagamento con un valore nominale di 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore a un’ora. Per ciascun titolo di pagamento erogato sono dovuti la contribuzione all’Inps (1,65 euro), il premio Inail (0,25 euro) e gli oneri gestionali (0,10 euro). Il compenso orario è dunque pari a 8 euro.

Massimo 280 ore all’anno
L’articolo 54-bis, comma 20, del dl 50/2017 prevede, in caso di superamento del limite di importo (2.500 euro) o comunque del limite di durata della prestazione pari a 280 ore nello stesso anno civile, che il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. Non facendo la norma una distinzione sembra applicabile anche alle famiglie. Tuttavia il limite delle 280 ore era costruito per gli altri utilizzatori e in base al compenso minimo da loro dovuto (9 euro x 280 = 2.520 euro). Il compenso orario nel libretto famiglia è però di 8 euro e, dunque, il limite del compenso arriva a soli 2.240 euro (280 x 8).

fonte: il sole 24 ore –   Norme e Tributi – 09.07.2017-

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-07-09/dal-voucher-libretto-famiglia-domani-si-parte-ecco-nuove-regole-110934.shtml?uuid=AEJ7gOuB&cmpid=nl_7+oggi_sole24ore_com