Quota 100, pubblicata la circolare INPS. In chiaro le regole per la pensione anticipata

Quota 100, pubblicata la circolare INPS. In chiaro le regole per la pensione anticipata

Circolare INPS quota 100 appena pubblicata: nella mattinata del 30 gennaio 2019 sono state rese note tutte le istruzioni e le regole per l’accesso alla pensione anticipata.

In tempi record l’INPS ha dato il via alle domande di quota 100, opzione donna e pensione anticipata per i precoci e ora, con la circolare n. 11 del 30 gennaio 2019 il cerchio attorno alla riforma pensioni introdotta dal decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019 può dirsi chiuso.

È in vigore proprio da ieri il decreto legge che ha introdotto, oltre alla quota 100, anche il reddito di cittadinanza, le due misure cardine di Lega e M5S. Per quel che riguarda la riforma delle pensioni, la circolare INPS n. 11 del 30 gennaio 2019 riassume tutte le vie per la pensione anticipata.

Gli articoli da 14 a 17 del citato decreto attribuiscono, a determinate categorie di soggetti, la facoltà di conseguire il diritto alla pensione anticipata al ricorrere delle seguenti condizioni:

  • al perfezionamento, nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2021, di un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e di un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni, anche cumulando i periodi assicurativi non coincidenti presenti in due o più gestioni tra quelle indicate dalla norma e amministrate dall’Inps, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorso il periodo previsto per l’apertura della c.d. finestra, diversificata in base al datore di lavoro ovvero alla gestione previdenziale a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico (cfr. articolo 14);
  • al perfezionamento, nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2026, di un’anzianità contributiva non inferiore a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione del predetto requisito, c.d. finestra (cfr. articolo 15);
  • al perfezionamento, entro il 31 dicembre 2018, di un’anzianità contributiva non inferiore a 35 anni ed un’età anagrafica non inferiore a 58 anni se lavoratrici dipendenti, ed a 59 anni se lavoratrici autonome, con il sistema di calcolo contributivo, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 12 mesi, per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi, per le lavoratrici autonome, dalla maturazione dei prescritti requisiti, c.d. finestra (cfr. articolo 16);
  • al perfezionamento, nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2026, per i lavoratori c.d. precoci, di un’anzianità contributiva non inferiore a 41 anni, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione del prescritto requisito, c.d. finestra (cfr. articolo 17).

Con il messaggio n. 395/2019 sono state fornite le istruzioni sulle modalità di presentazione delle domande di pensione anticipata per quota 100, opzione donna e pensione per i precoci.

Con la circolare INPS n. 11 del 30 gennaio 2019 vengono fornite tutte le istruzioni sulla riforma delle pensioni, entrata in vigore da poche ore e per le quali l’Istituto ha dato il via in tempi record alla fase di avvio delle domande.

Soffermiamoci di seguito su alcuni dei punti affrontati dalla circolare, rimandando al documento completo per una lettura d’insieme.

Circolare INPS quota 100 n. 11/2019: dai destinatari alle finestre per la pensione anticipata

Gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS, nonché alla Gestione separata che perfezionano, nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2021, un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni possono conseguire il diritto alla “pensione quota 100”.

Il requisito contributivo richiesto per la “pensione quota 100” può essere perfezionato, su domanda dell’interessato, anche cumulando, ai sensi del comma 2 dell’articolo 14, tutti e per intero i periodi assicurativi versati o accreditati presso due o più forme di assicurazione obbligatoria, gestite dall’INPS. Opzione ammessi anche agli iscritti all’ex Enpals.

Ai fini del conseguimento del trattamento pensionistico è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, e i lavoratori che perfezionano i requisiti di cui sopra nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2021 possono conseguire il trattamento pensionistico in qualsiasi momento successivo all’apertura della c.d. finestra.

Quota 100 con tempi diversi per dipendenti pubblici e privati

Ormai è cosa nota che i tempi per l’accesso alla pensione anticipata con la quota 100 saranno diversi per i dipendenti pubblici e per i dipendenti di aziende private.

Così come specificato nella circolare INPS n. 11 del 30 gennaio 2019, i lavoratori dipendenti da datori di lavoro diversi dalle Pubbliche amministrazioni ed i lavoratori autonomi:

  • che hanno maturato i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2018, conseguono il diritto alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico dal 1° aprile 2019;
  • che maturano i prescritti requisiti a decorrere dal 1° gennaio 2019, conseguono il diritto alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti (c.d. finestra).

Con riferimento ai lavoratori privati, ove il trattamento pensionistico sia liquidato a carico di una gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO, la prima decorrenza utile del predetto trattamento è fissata al primo giorno del mese successivo all’apertura della c.d. finestra.

“Esempio 1

Un soggetto che matura i prescritti requisiti il 20 maggio 2019 consegue il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico a carico dell’AGO dal 1° settembre 2019.

Con riferimento ai lavoratori dipendenti, ove il trattamento pensionistico sia liquidato a carico di una gestione esclusiva dell’AGO, la prima decorrenza utile del predetto trattamento è fissata al primo giorno successivo all’apertura della c.d. finestra.

Esempio 2

Un soggetto che matura i prescritti requisiti il 30 maggio 2019 consegue il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico a carico di una Gestione esclusiva dell’AGO dal 31 agosto 2019”.

I lavoratori del settore pubblico dipendenti della PA:

  • che hanno maturato i prescritti requisiti entro il 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto-legge in oggetto) conseguono il diritto alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico dal 1° agosto 2019;
  • che perfezionano i prescritti requisiti dal 30 gennaio 2019, giorno successivo all’entrata in vigore del decreto-legge (articolo 14, comma 6, lett. b), conseguono il diritto alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico trascorsi sei mesi dalla maturazione dei requisiti (c.d. finestra) e comunque non prima del 1° agosto 2019.

Con riferimento ai predetti lavoratori, ove il trattamento pensionistico sia liquidato a carico di una gestione esclusiva dell’AGO, la prima decorrenza utile del predetto trattamento è fissata al primo giorno successivo all’apertura della c.d. finestra.

“Esempio 1

Un soggetto che matura i prescritti requisiti il 29 maggio 2019 consegue il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico a carico di una Gestione esclusiva dell’AGO dal 30 novembre 2019.

Esempio 2

Un soggetto che matura i prescritti requisiti il 30 maggio 2019 consegue il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico a carico di una gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO dal 1° dicembre 2019.”

La circolare INPS conferma inoltre il divieto di cumulo della pensione quota 100 con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, per il periodo che va dalla data di decorrenza della pensione al maturamento del requisiti anagrafico per la pensione di vecchiaia, tranne quelli relativi al lavoro autonomo occasionale (fino a 5.000 euro lordi).

Pensione anticipata opzione donna

Le lavoratrici che hanno maturato, entro il 31 dicembre 2018, un’anzianità contributiva minima di 35 anni e un’età anagrafica minima di 58 anni se lavoratrici dipendenti, e di 59 anni se lavoratrici autonome, possono accedere alla pensione anticipata opzione donna secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo del 30 aprile 1997, n. 180.

Al predetto requisito anagrafico non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita.

Le lavoratrici di cui al presente paragrafo conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi:

  • dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
  • diciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Le lavoratrici del comparto scuola e AFAM, al ricorrere dei prescritti requisiti, possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre 2019.

Le lavoratrici che hanno perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2018 possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile.

La decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al giorno successivo al 30 gennaio 2019, giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge in oggetto.

Pensione anticipata per i lavoratori precoci

I lavoratori di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, c.d. precoci, possono conseguire la pensione anticipata se in possesso del requisito contributivo di 41 anni entro il 31 dicembre 2026.

I lavoratori che perfezionano il prescritto requisito dal 1° gennaio 2019, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico decorsi tre mesi dalla maturazione del predetto requisito, secondo le disposizioni previste nei rispettivi ordinamenti.

Pensione anticipata 2019

Infine, in materia di pensione anticipata, la circolare INPS n. 11 del 30 gennaio 2019 chiarisce che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 31 dicembre 2026, il requisito contributivo per conseguire il diritto alla pensione anticipata è fissato a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, per effetto della disapplicazione, nel predetto periodo, degli adeguamenti alla speranza di vita.

I soggetti che maturano il predetto requisito contributivo, anche cumulando i periodi
assicurativi ai sensi della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dal 1° al 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decreto-legge in oggetto (articolo 15, comma 3) conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 1° aprile 2019.

Per ulteriori dettagli rimandiamo alla lettura completa della circolare INPS

fonte: https://www.informazionefiscale.it/quota-100-circolare-inps-11-2019-regole-pensione-anticipata

Reddito di Cittadinanza 2019

Reddito di Cittadinanza 2019

Il reddito di cittadinanza è  uno strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà. Denominato RdC, partirà da aprile 2019, con le richieste del contributo che potranno essere presentate da marzo.

Il beneficio sarà compreso tra i 480 e i 9.360 euro annui, in considerazione di specifici parametri. Decorre dal mese successivo a quello della richiesta ed è riconosciuto, fermo rimanendo il possesso dei requisiti, per un periodo continuativo non superiore ai diciotto mesi. Può essere rinnovato, previa sospensione di un mese. La sospensione non opera nel caso della Pensione di cittadinanza

I requisiti necessari per beneficiare di questa misura di contrasto alla povertà sono:

  • essere in possesso della cittadinanza italiana, oppure cittadini di uno Stato membro UE. È riconosciuto anche agli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno;
  • essere residenti in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni;
  • avere un ISEE inferiore a 9.360€;
  • avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 000€;
  • avere un patrimonio mobiliare inferiore a 000€. Questo limite è innalzato di 2.000€ per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000€). Vi è poi un incremento di 1.000€per ogni figlio successivo al primo, e di 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;
  • avere un reddito familiarenon superiore a 000€. Questa soglia è aumentata a 9.360€ qualora il nucleo familiare sia in affitto

Non hanno invece diritto al reddito di cittadinanza:

  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di auto o moto immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta del RdC, nonché di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni
  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto;
  • i soggetti che si trovano in stato detentivoper tutta la durata della pena;
  • nuclei familiari dove uno dei componenti risulti essersi dimesso dal lavoronei 12 mesi antecedenti al momento della domanda (ad eccezione delle dimissioni per giusta causa).

Non ci sono invece limitazioni per la Naspi; come si legge nell’ultimo comma dell’articolo 2 del decreto, infatti, il RdC è compatibile con l’indennità di disoccupazione.

  Come viene erogato

Il Rdc , riconosciuto dall’INPS ed erogato da Poste italiane, verrà accreditato sulla Carta RdC. Questa consiste sostanzialmente in un bancomat, (sarà disponibile anche un’app per effettuare pagamenti online tramite smartphone o tablet); tale carta sarà dotata di un dispositivo che verrà letto tutte le volte che il suo titolare procederà nei suoi acquisti, associando a lui la spesa effettuata. Il meccanismo ha l’obiettivo di consentire allo Stato di operare un monitoraggio costante sulle modalità in cui viene speso il sussidio. In quanto al commerciante, a lui arriverà il rimborso della spesa il giorno stesso dell’acquisto.

Ai fini dell’ottenimento del RdC i richiedenti dovranno essere in possesso di un conto corrente bancario o postale o di una carta munita di codice Iban per l’effettiva erogazione dell’importo previsto.

Con il bancomat sarà possibile procedere solo ad alcuni acquisti specificamente previsti per legge (è ad esempio escluso il gioco d’azzardo),

Ai beneficiari sono estese le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e quelle riguardanti la compensazione per la fornitura di gas naturale riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate

Il reinserimento lavorativo

Si introduce un meccanismo volto a garantire l’inserimento o il reinserimento del beneficiario del Rdc nel mondo del lavoro, attraverso un percorso personalizzato che potrà riguardare attività al servizio della comunità, riqualificazione professionale, completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inclusione sociale e all’inserimento nel mercato del lavoro. In particolare, il beneficiario dovrà sottoscrivere il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale, partecipare alle specifiche iniziative formative previste e non potrà rifiutare le offerte di lavoro proposte dai Centri per l’impiego in base a specifici requisiti di distanza e di durata del periodo di disoccupazione.

Le sanzioni

Si prevedono sanzioni nei casi in cui vengono forniti, con dolo, dati e notizie non rispondenti al vero nel corso della procedura di richiesta del Rdc. Le pene prevedono la reclusione da due a sei anni, oltre alla decadenza dal beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito, comunque disposti anche in assenza di dolo. In caso di dolo, il Rdc non potrà essere nuovamente richiesto, se non decorsi dieci anni dalla richiesta che ha dato luogo alla sanzione. Si prevede altresì la decadenza dal beneficio quando vengono meno alcune condizioni riguardanti gli adempimenti.

Incentivi per le imprese

Il decreto legge che disciplina il reddito di cittadinanza introduce una nuovo incentivo all’occupazione. Viene, infatti, prevista la possibilità per le aziende di ricevere agevolazioni contributive in caso di assunzione di soggetti titolari di reddito di cittadinanza. La misura dello sgravio varia in base alle modalità di assunzione. Se diretta, lo sgravio è di importo pari alla differenza tra 18 mensilità di reddito di cittadinanza e l’importo percepito dal neo-assunto. In caso di assunzione tramite di un’agenzia per il lavoro, il beneficio è suddiviso equamente tra datore di lavoro e agenzia.

Legge di Bilancio 2019: incentivi all’assunzione dei giovani

Il testo della Legge di Bilancio 2019 prevede, salvo ulteriori modifiche prima della sua approvazione, l’introduzione di diverse novità in materia di lavoro e welfare, con un particolare occhio di riguardo per le assunzioni dei giovani.

Tra le novità previste per il 2019, merita sicuramente attenzione il nuovo “Bonus Assunzione Eccellenze”, cumulabile con altri incentivi all’assunzione, di natura economica o contributiva, definiti su base nazionale o regionale.

Si tratta, nello specifico, di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro privato, con esclusione dei premi e contributi INAIL, per un periodo massimo di dodici mesidecorrenti dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione a tempo indeterminato che riguardi:

–    cittadini in possesso della laurea magistrale, conseguita nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 con la votazione di 110 e lode, entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno di età, in università statali o non statali legalmente riconosciute;

–    cittadini in possesso di un dottorato di ricerca, conseguito nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 e prima del compimento del 34° anno di età, in università statali o non statali legalmente riconosciute.

A tal fine, è stato previsto lo stanziamento di 50 milioni di euro per l’anno 2019 e di 20 milioni di euro per l’anno 2020, che dovrebbero corrispondere al riconoscimento dello sgravio per minimo 6.000 assunzioni.

Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico e i datori di lavoro privati che, nei dodici mesi precedenti all’assunzione, abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nell’unità produttiva per la quale intendono procedere all’assunzione di personale.

L’esonero è riconosciuto anche per assunzioni a tempo parziale, in misura proporzionalmente ridotta, e nelle ipotesi di trasformazione di un contratto di lavoro a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo del dipendente assunto avvalendosi dell’esonero o di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con la medesima qualifica del primo, effettuato nei 24 mesi successivi alla predetta assunzione, comporta la revoca dell’esonero e il recupero delle somme corrispondenti al beneficio già fruito.

Nelle ipotesi in cui il lavoratore, per la cui assunzione a tempo indeterminato è stato parzialmente fruito l’esonero, sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri datori di lavoro privati, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019, l’esonero è riconosciuto ai nuovi datori di lavoro per il periodo residuo utile alla sua piena fruizione.

Oltre al Bonus Assunzione Eccellenze, la Legge di Bilancio ha previsto ulteriori misure volte ad incentivare la formazione e l’assunzione dei giovani.

In particolare, il testo della manovra prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro destinati ai percorsi in alternanza scuola-lavoro, ora ridenominati percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, che, a decorrere già dall’anno scolastico 2018/2019, dovranno rispettare una durata complessiva minima (inferiore rispetto a quella precedentemente prevista), a seconda della scuola secondaria di secondo grado frequentata, ossia:

•    210 ore (e non più 400 ore) nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali;

•    150 ore (e non più 400 ore) nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici;

•    90 ore (e non più 200 ore) nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Inoltre, per gli anni 2019 e 2020 è stato previsto l’incremento di 50 milioni di euro della quota di finanziamento prevista per i percorsi formativi rivolti all’apprendistato per la qualifica, il diploma e il certificato di specializzazione (c.d. “apprendistato di primo livello”).

Il testo della manovra ha, altresì, contemplato la Proroga dell’incentivo occupazione per il Mezzogiorno (c.d. “Decontribuzione Sud”) per gli anni 2019 e 2020.

Tale incentivo consiste nell’esonero contributivo fino al 100% riconosciuto ai datori di lavoro che assumano a tempo indeterminato giovani di età inferiore a 35 anni nelle regioni di Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, oppure soggetti di età superiore a 35 anni privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi nelle medesime Regioni.

Non sono mancati specifici interventi anche con riferimento a particolari settori: gli autotrasportatori con meno di 35 anni di età assunti a tempo indeterminato avranno diritto alla restituzione da parte del datore di lavoro del 50% delle spese sostenute per prendere la patente e le abilitazioni professionali.

Infine, è stato disposto l’incremento di 30 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 della dotazione del Fondo per le Politiche giovanili, volto a promuovere il diritto dei giovani alla formazione culturale e professionale e all’inserimento nella vita sociale, nonché a facilitare l’ingresso al credito per l’acquisto e l’utilizzo di beni e servizi.

Avv. Roberta Amoruso 

fonte: https://www.form-app.it/news-dett.asp?id=119%2FLegge-di-Bilancio-2019%3A-incentivi-alassunzione-dei-giovani&utm_source=Mailup&utm_content=incentivo%20assunzione%20dei%20giovani%202018

 

Il lavoro tra familiari è lecito

Il lavoro tra familiari è lecito

La Corte di Cassazione con l’ultima decisione in materia (Sez. Lav., 27 febbraio 2018, n. 4535) rende consolidato l’orientamento che vuole lecito il lavoro tra familiari, una realtà molto viva nel tessuto economico del nostro Paese che mira a dare continuità alla gestione delle aziende nonché al tramandarsi dei mestieri.

La sentenza facendo chiarezza sul lavoro familiare dà torto, quindi, alle operazioni presuntive spesso contenute nei verbali ispettivi Inps che tendono a negare la sussistenza del rapporto di lavoro tra familiari, pur in assenza di una norma che vieti esplicitamente al datore di assumere un componente della famiglia. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale continua a considerare il lavoro familiare uno strumento di dissimulazione per garantire una mera prestazione pensionistica. Spesso, infatti, gli ispettori Inps annullano il rapporto di lavoro anche quando il datore di lavoro è una società, in virtù di una circolare (n. 179/89) che apparirebbe più come un pretesto che come una motivazione.

Con l’approfondimento del 07 maggio 2018 la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro analizza le motivazioni della sentenza n. 4535 e, in particolare, gli indici oggettivi stilati dalla Suprema Corte per riconoscere un effettivo inserimento organizzativo e gerarchico aziendale.

Leggi l’approfondimento della Fondazione Studi

fonte: http://www.consulentidellavoro.it/index.php/siti-istituzionali/fs/approfondimenti/item/9676-il-lavoro-tra-familiari-e-lecito

 

APe Volontaria al via dal 13 febbraio

APe Volontaria al via dal 13 febbraio

APe Volontaria al via dal 13 febbraio: il Governo rende nota la disponibilità sul sito INPS del simulatore online e della procedura di domanda di anticipo finanziario a garanzia pensionistica, indicando costi e requisiti. Da oggi parte Ala procedura che consente a molti lavoratori over 63 di chiedere di andare in pensione in anticipo con un prestito a condizioni agevolate. Più libertà di scelta per le persone, sostenibilità per il sistema pensionistico.

Parte finalmente l’APe Volontaria (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica): dal 13 febbraio è possibile presentare la domanda, la procedura è disponibile sul sito INPS. Il beneficio è finanziato dal sistema bancario, il lavoratore restituirà poi quanto percepito con rate ventennali sulla pensione. La misura, introdotta in via sperimentale con la Legge di Stabilità 2017, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2019 dalla manovra 2018.

Parte così, con più di un anno di ritardo, l’anticipo pensionistico che consente di percepire un trattamento fino al conseguimento del requisito per la pensione di vecchiaia. Il Ministro Gentiloni commenta su Twitter la nota del Governo:

Requisiti APe Volontaria

Possono chiedere l’APe Volontaria coloro che hanno almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi, tre anni e sette mesi al massimo all’età pensionabile, un assegno pari ad almeno 1,4 volte il minimo. Non è necessario smettere di lavorare (ma non possono chiedere l’APe volontaria coloro che percepiscono già un diritto a pensione).

Certificazione del diritto

La domanda si presenta in due tempi. Prima si chiede all’INPS la certificazione del diritto, ottenuta la quale si può procedere con la domanda di APe vera e propria, scegliendo la banca finanziatrice e la compagnia assicurativa che copre il rischio di premorienza.

Trattamento

tassi del prestito fissati per il primo bimestre di applicazione, sono pari al 2,838% in fase di erogazione, e al 2,938% sul periodo di ammortamento.

Il trattamento minimo è pari a 150 euro per sei mesi, mentre i tetti massimi dipendono dalla durata del prestito che viene chiesto:

  • 75% se l’APe richiesto è superiore a tre anni (36 mesi);
  • 80% fra due o tre anni (24 e 36 mesi);
  • 85% se l’APe è fra uno e due anni (12 e 24 mesi); 90% per chi richiede l’APe per un periodo inferiore a 12 mesi.

Simulatore e domanda APe

L’INPS ha pubblicato anche il simulatore che consente di calcolare il trattamento a cui si ha diritto, oltre ad aver aperto la procedura di domanda online per il riconoscimento dell’APE Volontario – Anticipo finanziario a garanzia pensionistica.

Il simulatore online è aperto a tutti: consente di calcolare importo mensile, durata del trattamento e rata del rimborso (decurtata dalla pensione futura). La domanda di certificazione può essere presentata anche tramite intermediari autorizzati attraverso SPID o PIN INPS. Dopo la verifica dei requisiti,  si comunica al richiedente l’importo minimo e massimo ottenibile.

Fonte: Comunicato del Governo