Una recentissima circolare Inps, la n. 224 di giovedì 15 dicembre 2016 ha fatto luce su importanti cambiamenti che i decreti legislativi n°150/2015 e 185/2016 hanno apportato alla disciplina dell’indennità di cui possono beneficiare i disoccupati, la c.d. Naspi. Ciò che più rileva è il rischio, incombente sul lavoratore non occupato, di perdere il sussidio erogato dall’ente previdenziale, qualora non dimostri una condotta collaborativa. Andiamo a scoprire, dunque, chi ha diritto alla Naspi e quali errori non bisogna commettere per goderne a lungo.

Naspi: in cosa consiste?

La Naspi, o Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è un sussidio di disoccupazione introdotto dal decreto legislativo n. 22/2015 che spetta ai lavoratori dipendenti che si trovano in stato di disoccupazione involontaria. Chi perde il lavoro, a condizione di aver maturato 13 settimane di contribuzione negli ultimi 48 mesi e di aver accumulato almeno 30 giorni di lavoro nell’anno precedente, riceve un sussidio per un periodo massimo di 24 mesi.

A quanto ammonta il sussidio Naspi?

L’importo della Naspi si calcola in base alla retribuzione percepita negli ultimi quattro anni e alle settimane di contribuzione. Se la retribuzione non supera i 1.195 euro mensili il sussidio sarà pari al 75% di tale importo; se invece la retribuzione supera tale cifra, il sussidio mensile sarà pari al 75% dell’importo fino ai 1.195 euro e al 25% dell’importo rimanente.

Ad ogni modo, l’importo non può superare i 1.300 euro lordi al mese. L’ammortizzatore sociale, inoltre, andrà riducendosi per ogni mese del 3%, dopo che siano trascorsi 90 giorni dall’inizio del beneficio.

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Sanzioni: quali sono e come vi incorrono i disoccupati?

Oltre a perdere il contributo di disoccupazione, i lavoratori che violino le prescrizioni utili al beneficio dello stesso, incorreranno anche in sanzioni.

In particolare, è previsto:

Che si decurti di un quarto di una mensilità alla prima assenza, dell’intera mensilità alla seconda assenza e la decadenza dalla prestazione alla terza assenza dai servizi personalizzati riservati ai disoccupato ed agli incontri volti al rafforzamento delle competenze per la ricerca di lavoro.
Che si decurti di una mensilità alla prima assenza e la decadenza dalla prestazione alla seconda assenza alle iniziative di riqualificazione e alle previste attività di pubblica utilità;
Che il lavoratore decada immediatamente dalla prestazione contributiva in caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro.
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Le precisazioni fornite da Inps.

La circolare n. 224/2016 dell’Inps ha quindi stabilito che:

le sanzioni per chi non rispetti i termini di concessione della Naspi decorrono dal giorno successivo a quello dell’evento sanzionato;
la decurtazione delle prestazioni Naspi comporta anche il mancato accredito della contribuzione figurativa;
in caso di decurtazione del sussidio, qualora il residuo della prestazione spettante sia di durata inferiore alla sanzione, si procederà alla decurtazione nei limiti delle giornate residue;
qualora le sanzioni siano comunicate all’Inps in data successiva al termine della prestazione Naspi, il lavoratore dovrà restituire l’importo delle giornate di prestazione indebitamente erogate.
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Naspi: i lavoratori stagionali ne hanno diritto?

La circolare Inps conferma, poi, che avranno diritto alla Naspi 2017 anche i lavoratori stagionali dei settori turismo e terme.

Inoltre, il D. Lgs. n. 185/2016 stabilisce che nel caso in cui la durata del sussidio risulti inferiore di almeno 12 settimane a quella delle prestazioni determinate dai 4 anni precedenti la perdita dell’occupazione, computando anche i periodi contributivi, la Naspi potrà essere incrementata di un mese. La Naspi così determinata non potrà in ogni caso superare il limite di 4 mesi.

fonte: leggioggi.it

http://www.leggioggi.it/2016/12/28/naspi-2017-e-disoccupati-ecco-i-nuovi-beneficiari-attenzione-a-sanzioni/

 

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